Museo della Juventus a Torino: prezzi e orari dell'estate 2016

Museo della Juventus a Torino: prezzi e orari dell'estate 2016

Al J Museum i memorabilia della squadra tra foto d’epoca, maglie e trofei. A pochi passi dallo Juventus Stadium. Periodo estivo fino a venerdì 30 settembre 

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Torino - Lunedi 20 giugno 2016

Non è da molto tempo, ormai, che Torino è diventata una meta turistica di spicco, insieme alle altre celebri città italiane. Ciò è dovuto in parte al potere talismanico dei numerosi beni culturali del capoluogo, come la Sindone, il Museo Egizio, le residenze reali e molto altro, ed in parte, indubbiamente, grazie a quel famoso articolo del New York Times dove si parlava di Torino come uno dei 52 luoghi da visitare nel 2016. Resta il fatto, tuttavia, che all’estero difficilmente ci si ricorda di questa città per i gianduiotti o per la Mole Antonelliana. Ad accendere la lampadina nella memoria dei turisti è, invece, un nome che in Europa risuona spesso nelle televisioni, nei pub, sui giornali: Juventus.

Negli ultimi cinque anni, infatti, questa squadra torinese, che a lungo era rimasta nell’oblio ed esclusa dalle maggiori competizioni internazionali, è tornata alla ribalta, riaffermandosi tra le grandi del continente. Una tale remuntada non è passata inosservata agli occhi dei tifosi di tutto il mondo, a tal punto che il museo ad essa dedicato, situato vicino allo Juventus Stadium (tel. 899 999 897) in corso Gaetano Scirea 50, è spesso meta di visitatori stranieri, nonché, ovviamente, luogo di culto per coloro che da sempre hanno abbracciato questi colori.

Il museo in questione, detto J Museum, si trova a due passi dallo store della squadra, ed è aperto nei gironi festivi dalle 10.30 alle 19.00 e nei feriali fino alle 19.30. Giorno di chiusura è il martedì, mentre il prezzo del biglietto intero è di 15 Euro.

Non illudetevi: se cercate statue di marmo, nomi altisonanti, o architetture strabilianti, avete sbagliato destinazione. Se, invece, coltivate nel cuore la passione disarmante per lo sport del calcio, che vi porta dunque ad apprezzarlo in ogni sua manifestazione, allora lo questo è il luogo adatto per voi.

Il museo si compone di due mostre, quella permanente – che ripercorre la storia della squadra dalla fondazione del 1897, sulle panchine del liceo Massimo D’Azeglio, fino all’ultimo scudetto – ed una temporanea, dove si trova L’arte di vincere, una collezione di una ventina d’opere che mette in correlazione le diverse epoche della Juventus con la storia dell’arte moderna.

Ma andiamo per ordine. Il primo impatto con il museo è totalmente visivo: ad accogliere il visitatore, infatti, sono dei maxischermi che trasmettono ininterrottamente le partite più memorabili della squadra, i gol dei fuoriclasse di ogni epoca, le immagini delle feste scudetto, e delle premiazioni. A seguire la sala dei trofei, dove vengono custoditi gelosamente tutti i gioielli della squadra, come le due coppe della Champions League, quella Intercontinentale e via dicendo. Oltre a dimostrare la vastità di tale palmares, questa stanza presenta un altro tratto interessante, ovvero l’evoluzione del design delle coppe, ed il loro mutare in aspetto e dimensioni nel corso degli anni.

La seconda ala del museo è la più vasta e, da un punto di vista contenutistico, la più ricca e valida. Lasciandosi guidare dalle foto, dalle frasi sui muri, dai cimeli religiosamente custoditi all’interno delle teche di vetro, è dunque possibile immergersi nella storia della Juventus non solo per il suo ruolo nel mondo del calcio, ma anche nel cinema, nella radio, nella letteratura. Seguendo il fil rouge degli anni che passano, i visitatori possono vedere le foto delle leggende bianconere, i guantoni da portiere, le corrispondenze tra gli Agnelli ed i giocatori, i palloni d’oro, i maggiori allenatori, i taccuini scoloriti dei primi anni del Novecento, tutte le maglie e le loro trasformazioni negli anni. Non mancano, inoltre, numerosi elementi multimediali: al centro della sala si trova un tavolo, simile a quello che i giornalisti consultano in televisione, dove si può accedere a tutto il patrimonio televisivo e fotografico della squadra. Basta selezionare una categoria, un’annata, un calciatore particolare, per vederne gli highlights ed i momenti gloriosi.

Per un tifoso bianconero, la stanza sopraccitata è un inevitabile crescendo di emozioni. Non serve essere attaccati alla maglia della Juve, invece, per lasciarsi commuovere dalla sala successiva. Questa volta non ci sono oggetti da guardare, né didascalie da leggere: ci sei solo tu, in piedi nel centro di una sala circolare bianca. Poi le luci si spengono, il brusio si ammutolisce, e sugli schermi della stanza, compaiono le luci dello stadio, i cori dei tifosi, i volti noti che hanno plasmato la leggenda vivente che ad oggi la Juve è diventata. Prende, così inizio, un video che dura circa mezz’ora e che presenta la squadra a 360°, sia perché la si può vedere su tutte le pareti della sala, sia perché mostra pellicole del presente e del passato, associandole ai tratti caratteristici della Juventus, dalla sete di vittoria al coraggio di risollevarsi nei momenti di crisi, come se si volesse chiudere il cerchio con i filmati dell’ingresso della mostra.

Così si conclude la prima e decisamente più interessante parte della visita. A seguire c’è la mostra l’Arte di vincere, dove sono esposte 34 opere (per 34 scudetti) di artisti contemporanei come Fontana, Morandi e Carrà. Una breve rassegna in cui ad ogni creazione corrisponda una vittoria bianconera. Segue una parte costituita da una breve walk of fame, con gigantografie dei componenti della squadra campione d’Italia 2015 – 2016, ed una serie di filmati dove gli stessi salutano il visitatore, e ringraziano il tifoso per averli sostenuti, per usare una frase molto cara alla squadra, fino alla fine. Questo tratto, che è stato aggiunto recentemente all’interno della mostra, presenta tuttavia alcuni piccoli difetti: i filmati sono esclusivamente in italiano e sono proiettati in uno spazio angusto che scarseggia di posti a sedere.

A concludere il percorso è una rassegna di sportivi italiani, da Federica Pellegrini a Diego Confalonieri, che tifano i colori bianconeri: grazie alla mostra permanente J Sport, dunque, i visitatori possono ammirare anche i cimeli e memorabilia di sciatori, motociclisti, nuotatori e spadaccini, che hanno offerto al museo i loro ricordi. Questa fase ultimale è forse la meno coinvolgente ed interessante del tragitto bianconero.

Adele Berti

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