L'archivio di Walter Bonatti al Museo Nazionale della Montagna di Torino

Bonatti fotografato da Cosimo Zappelli nel settembre 1963 sul Denter del Gigante

Bonatti fotografato da Cosimo Zappelli nel settembre 1963 sul Denter del Gigante

Un patrimonio di 250.000 pezzi in foto, attrezzature, cartografie, diapositive, cimeli e ricordi. Un'eredità fondamentale per la storia dell'alpinismo

 /  / 

Torino - Martedi 4 ottobre 2016

Il Museo Nazionale della Montagna di Torino si impreziosisce grazie alla donazione delle collezioni dell'archivio di Walter Bonatti. Un’eredità fondamentale per la storia dell’alpinismo, per quella dell’esplorazione e dell’avventura, ma di grande interesse anche per rivisitare decenni di giornalismo incentrato sul mondo della montagna. L’operazione si integra con il pluridecennale lavoro svolto dal Museo del CAI-Torino, rivolto all’incremento, allo studio e alla valorizzazione della documentazione inerente le terre alte della penisola e le montagne del mondo.

Le prime donazioni di materiale al Museomontagna erano state effettuate anni fa da Walter Bonatti in persona, in diverse occasioni; altre, successive alla scomparsa di Walter, si devono a Rossana Podestà. Di recente, gli eredi Bonatti hanno individuato nel Museo la sede adatta alla conservazione, allo studio e alla valorizzazione di tutte le collezioni.

L’archivio comprende circa 7000 foto di montagna, databili dalla fine degli anni ’40 agli anni ’80 del secolo scorso. Attrezzature alpinistiche utilizzate da Bonatti negli anni ’50 e ’60 (dalla famosa solitaria sul Petit Dru alla via nuova sulla parete nord del Cervino): abbigliamento, zaini, caschi, scarponi, piccozze, ramponi, martelli, occhiali. E poi dattiloscritti, appunti, relazioni tecniche, testi per conferenze, interventi e discorsi pubblici, libri, pellicole e registrazioni audio e video, fotocamere. Circa 70.000 diapositive realizzate da Bonatti nel corso dei viaggi di esplorazione, dai primi reportage per Epoca dalla metà degli anni Sessanta all’inizio degli anni 2000, oltre ai materiali preparatori per le avventure in terre lontane (cartografia e documentazione di vario genere). E ancora, sessant’anni di ritagli stampa e di corrispondenze (carteggi con amici, colleghi, ammiratori, personalità diverse e giornalisti). Un patrimonio di testimonianze, cimeli e ricordi davvero ingente, il cui ammontare è stimabile in circa 250.000 pezzi.

Il riordino delle collezioni dell’archivio Bonatti entrerà a breve nella sua fase operativa. Si tratterà di un lavoro lungo, complesso e oneroso, completamente a carico del Museomontagna del CAI Torino. Il costo indicativo dell’operazione è stimabile in circa 300.000 euro.

Per gran parte del periodo di riordino del materiale non sarà ovviamente possibile la consultazione dei documenti, che verranno poi messi a disposizione degli studiosi e del pubblico, una volta ultimata la completa sistemazione archivistica.

C.S.

© Copyright mentelocale.it
vietata la riproduzione

Società & Tendenze Attualità