Torinopoli, il gioco da tavolo che celebra Torino

Torinopoli

Torinopoli

Un fenomeno virale di inaspettato successo. Un’idea ricalcata dal celebre Monopoli, tra quartieri di Torino, tourinot, Fiat 500 e proverbi dialettali

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Torino - Martedi 20 dicembre 2016

Possono Torino e la torinesità finire dentro un gioco da tavola? Sì, e lo racconta la bella storia di successo di quello che è diventato una sorta di fenomeno virale durante il mese di dicembre: Torinopoli, il gioco ricalcato sul più celebre Monopoli ma pensato tutto in chiave rigorosamente torinese.

L’idea è di un gruppo di 19 amici ed è nata una sera dello scorso settembre: «all’inizio ci siamo mossi con molta calma – racconta Mario Santagati, che rappresenta il gruppo ora diventato una Srl – pensavamo di fare una cosa tra noi, tanto per ridere e divertirci. Uno dei soci però è di Livorno e aveva finanziato una campagna di crowdfunding per il Livornopoli, cui ci siamo ispirati. Si trattava della risposta al Monopoli costruita sulla città e sulle sue situazioni, così ci siamo chiesti: e se facessimo il Torinopoli? Ci siamo messi a lavorare, siamo partiti in sordina ma eravamo tanti e abbiamo iniziato a immaginare come potesse essere il tabellone, diviso per vie a seconda dei quartieri di Torino, a scrivere le carte imprevisto su cose che davvero potevano capitare in città. Per esempio calpestare il toro in piazza san Carlo e guadagnare sold, oppure passare accanto al busto di Cristoforo Colombo in piazza Castello e trovare altri sold, così si chiama la moneta. Le abbiamo buttate giù e abbiamo selezionato le migliori, ci sono 74 possibilità accompagnate da proverbi in dialetto piemontese».

Anche le pedine sono rigorosamente personalizzate: ci sono i toret, gli agnolotti, le 500, i tourinot, oltre ad alcune sponsorizzazioni che hanno aiutato il progetto a prendere il via, per esempio il fujot per la bagna cauda. Allo stesso modo, il carcere è diventato Le Vallette, e così il parcheggio la ZTL, in cui se si passa si prende la multa, e le stazioni sono quelle torinesi di Porta Nuova, Porta Susa e Dora. «Rispetto al classico Monopoli abbiamo cercato di inventare qualcosa di più – prosegue Santagati – ci sono alcune caselle speciali e oltre alla proprietà di alberghi e case si può diventare proprietari anche di attività commerciali e far pagare un di più a chi passa sopra».

Il successo è arrivato immediato, ma soprattutto inaspettato, con pochissima comunicazione ufficiale da parte degli inventori ma con un effetto virale involontario e sorprendente, complice probabilmente il clima natalizio, che ha immediatamente contagiato torinesi nel mondo e navigatori della pagina Facebook del progetto. Il primo Torinopoli è stato stampato in 2500 copie, tante, conferma Santagati, ma se fossero state il triplo, ne sarebbe stato venduto il triplo vista la torinopoli-mania diffusa in pochissimo tempo sia online, dove la prima campagna crowdfunding è stata chiusa in anticipo per esaurimento delle copie della scatola da gioco, sia nei negozi, dove il 17 dicembre Torinopoli è stato commercializzato ed è andato a ruba. Le copie non erano ancora uscite che già i tantissimi appassionati avevano prenotato la propria, irrinunciabile, qualcuno addirittura chiedendo un giorno di ferie.

«Non pensavamo a un successo del genere e abbiamo ultimato le copie – dice il rappresentate del team – non ce lo saremmo mai aspettati, la pagina Facebook impazza di commenti, ogni giorno la bacheca si riempie di avvisi, foto, succede di tutto e passiamo ore a leggere post e mail, il video in cui apriamo la scatola per la prima volta ha avuto migliaia di visualizzazioni! Prenotano Torinopoli dall’America, dall’Australia, in Europa e ovunque, anche da Jakarta, hanno saputo del gioco e lo vogliono a tutti i costi. Credo sia un prodotto che fa più gola a chi è distante da Torino e ne ha nostalgia, riceviamo dei commenti bellissimi e simpatici, per esempio ci ha scritto una ragazza torinese che vive a Roma dicendo che deve giocarci e che ne va del suo equilibrio mentale, quindi di riferirle dove sguinzagliare il fratello per andare a prenderlo».

Visto il successo, non poteva non partire il lavoro per una seconda edizione: con la nuova campagna crowdfunding (Suma turna sì!!!) infatti il gioco non potrà arrivare prima di due mesi, tempo per studiare novità e correggere eventuali difetti. «È un’idea semplicissima, non ci spieghiamo nemmeno come mai non sia uscita prima, ma avuto un riscontro pazzesco – commenta Santagati – il gioco presenta una scatola di gran qualità, è bello, completo divertente e con tanti riferimenti a Torino che nelle prossime edizioni vogliamo aumentare. Lo abbiamo testato, ma ora vorremmo chiedere ai torinesi stessi delle idee per le carte imprevisti e possibilità, le più simpatiche potrebbero essere inserite nelle prossime edizioni per rendere il gioco sempre più di tutti».

Non solo curiosità e goliardia, in Torinopoli ci sono anche esempi di belle collaborazioni, per esempio le caricature del gioco, tra cui Gianduja, la mascotte, disegni originali di un vignettista torinese che ha scelto l’anonimato. Tra i disegni spicca Gianni Agnelli, presente sulla banconota più importante, quella da 500 sold, con un’eccezione più unica che rara da parte della famiglia, sempre molto attenta alla diffusione della figura dell’avvocato a scopi commerciali. Per ringraziare della concessione, richiesta al portavoce della famiglia Elkan, il team di Torinopoli, che già pensava di dover utilizzare Don Bosco al posto di Gianni Agnelli, ha ricambiato la gentilezza con una donazione alla Fondazione Agnelli e, naturalmente, una scatola del gioco riservata.

Intanto, mentre il Torinopoli arriva sulle tavole natalizie dei tanti appassionati, che si predispongono a testarlo durante le vacanze, in cantiere ci sono tante novità e progetti futuri che vedono il gioco collaborare con le scuole a scopo didattico per far conoscere Torino anche all’estero. Si attende poi il patrocinio del Comune, che potrebbe creare una svolta e permettere di inserire altri capisaldi della torinesità come il Museo del Cinema o l’Egizio. Nelle teste dei creatori sta prendendo forma anche una sorta di quizzone dedicato a Torino, con domande di cultura, sport, un classico tabellone a pedine e, perché no, un brand sui giochi da tavolo torinesi creati per esaltare la torinesità e aiutare turisti e non solo a conoscere la città giocando. Se siete tra i fortunati primi possessori del Monopoli, perché non commentare il gioco e suggerire aggiustamenti ai creatori? Potete farlo postando foto delle partite e commenti sulla pagina Facebook di Torinopoli!

Alessandra Chiappori

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