Bruno Munari. Artista totale, la mostra a Torino

Bruno Munari. Artista totale, la mostra

Bruno Munari. Artista totale, la mostra © Alessandra Chiappori

Una retrospettiva completa. Dalle opere da viaggio alle sculture aeree sospese. Il percorso artistico dell'autore. La sua ironia e giocosità. Al Mef dal 16 febbraio all'11 giugno

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Torino - Mercoledi 15 febbraio 2017

Inaugura giovedì 16 febbraio nei suggestivi spazi del museo Ettore Fico di Torino la mostra Bruno Munari. Artista totale, dedicata a uno dei geni poliedrici della ricerca artistica del ventesimo secolo.

L’allestimento è curato da Claudio Cerritelli e ripercorre a tutto campo la multiforme attività e l’originalità della sperimentazione artistica di Munari: disegni, progetti, collage, dipinti, sculture, libri, design e grafica editoriale, che sforano nell’architettura o nella pedagogia, dando modo al visitatore di immergersi nelle creazioni di un artista davvero totale.

Quello di Munari è infatti un lavoro a tutto campo che segue le principali tendenze artistiche del Novecento, senza lasciarsi però intrappolare da una rigida adesione alle regole, anzi sempre dialogando con l’ironia, la fantasia, la comunicazione e la gioia delle forme. «È una mostra di taglio antologico – spiega il curatore – una retrospettiva completa che documenta un’attività densa e diramata. Lavorando sulla storia di Munari abbiamo riscoperto una massa di progetti, sollecitazioni e collaborazioni con altri artisti e designer del suo tempo, segno di un fermento creativo».

Dagli anni ’30 del Novecento fino alla morte, al MEF sono raccolti importanti documenti e opere frutto del percorso di ricerca che, oltre alla mostra, sfocerà in un catalogo. Si parte dalle influenze futuriste, che non nascondono allusioni surrealiste e all’arte astratta, indice del fatto che Munari era attento non solo alla vita artistica italiana ma alla scena europea intera.

«L’allestimento è classico, ma poi si avventura nell’invenzione e coglie nel vivo il rapporto tra opera e spazio grazie alla scultura – prosegue Cerritelli – ci sono le opere da viaggio e la sala dedicata alle sculture aeree sospese, che restituisce appieno l’originalità di questa soluzione espositiva proponendo uno spazio reinventato».

Dopo il fascino leggero delle opere aeree si apre il primo piano, dove sono esposti disegni e progetti. Si parte dal libro come oggetto, studiato e sperimentato nella sua dimensione totale: si susseguono copertine – come non notare quelle delle grandi collane einaudiane - fogli e pagine diventati mappe fantastiche, sui quali la conoscenza si snoda fino all’estremo aprendo le porte magiche dell’immaginazione. C’è poi l’ingresso della tecnologia: cangianze cromatiche e lenti che giocano con lo spazio, il colore e le forme distorcendoli e trasformandoli. Sulla stessa scia, gli alfabeti diventano alberi, gli oggetti di design prendono vita da invenzioni sempre divertentii. Si trovano così il Poliscopio, oggetto di legno intarsiato e trasformato attraverso i prismi, ma anche copertine di vinili, lavori grafici sui libri di testo, nonché sulle storie per bambini.

Tantissime le sperimentazioni sui linguaggi (ne sono un esempio i diversi Scritture illeggibili di un popolo sconosciuto) e sulle lettere dell’alfabeto, svincolate dalla loro sede linguistica e liberate in puri oggetti di design. E sono ancora tante, anzi tantissime le invenzioni - sempre a cavallo tra il giocoso e il fantastico - che la mostra raccoglie e offre al visitatore, come il Grattugiaparole, opera del 1992 che inserisce lettere dentro una grattugia, o ancora il Libro illeggibile, le famosissime forchette parlanti o le sculture motorizzate, che dinamizzano il concetto di opera a tutto tondo.

«La giocosità e il divertimento sono la dimensione dell’artista – dice Cerritelli – è un’ironia rivolta a sé e agli altri, che emerge osservando gli oggetti, funzionali eppure spiritosi. Si conferma così il titolo che già negli anni Cinquanta era conferito a Munari, quello di artista totale, o palombaro della fantasia. La nostra idea era di restituire con questa mostra una sintesi di tutte le arti toccate da Munari, non programmatica, ma contraddistinta da gioco, divertimento e libertà, ecco perché è una mostra che ha tutte le caratteristiche delle mostre possibili».

Insieme alla mostra di Munari prende il via anche una personale di Cosimo Veneziano, Petrolio (visitabile fino al 16 aprile), in collaborazione con la Repetto Gallery che cura attività con giovani italiani. Le opere di Veneziano saranno esposte nelle due aree dedicate del mezzanino e della caffetteria, liberamente visitabili anche senza il biglietto di ingresso che invece è necessario per accedere all’allestimento dedicato a Munari.

«Inauguriamo con le due mostre – ha spiegato il direttore della Fondazione e Museo Ettore Fico, Andrea Busto – un nuovo percorso e un nuovo calendario per questo museo, nel segno di un cambio di abitudini che porterà, oltre che a una consueta e dinamica attività, anche grandi mostre monografiche. Vogliamo aprire dei focus che approfondiscano in modo storico personaggi, momenti ed eventi della storia dell’arte italiana, che mancano spesso sulla scena internazionale. Munari, per esempio, manca da tanti anni: ci sono stati eventi ma mai mostre così grandi in forma di eventi veri e propri, e qui abbiamo oltre 300 pezzi».

Bruno Munari. Artista totale sarà visitabile fino all’11 giugno da mercoledì a venerdì dalle 14 alle 19 e sabato e domenica dalle 11 alle 19, maggiori informazioni sul sito www.museofico.it

Alessandra Chiappori

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