Da Kandinsky a Munch, l'Emozione dei Colori in mostra a Torino

Luigi Russolo Profumo, 1910 olio su tela / oil on canvas 65.5 x 67.5 cm Mart, Museo di arte moderna

Luigi Russolo Profumo, 1910 olio su tela / oil on canvas 65.5 x 67.5 cm Mart, Museo di arte moderna

400 opere per 130 artisti, tra cui Klee, Russolo, Balla e Fontana. Un percorso coloratissimo tra sensazioni, stili e correnti. Alla Gam e al Castello di Rivoli. Fino al 23 luglio

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Torino - Lunedi 13 marzo 2017

Finché siamo vivi, siamo vivi. Il colore è la vita. Sulla scorta della citazione da Etel Adnan, inaugura nella doppia sede della GAM di Torino e del Castello di Rivoli, l'attesa mostra L'emozione dei colori nell'arte. 400 opere esposte con più di 130 artisti in un ideale percorso tematico che parte dal Settecento e arriva ai nostri giorni per ripercorrere la storia, le invenzioni, l'esperienza e l'uso del colore nell'arte moderna e contemporanea. Il colore come filosofia, ma anche biologia, antropologia e fenomeno connesso alle neuroscienze per un progetto di arte e cultura che rimette in discussione prospettive e percezioni.

E così tra un Kandinsky, un Klee, un Munch, un Russolo e un Fontana, quella divisa tra GAM e Rivoli è una vera e propria esplosione di colore. Il pavimento colorato a strisce psichedeliche in vinile prismatico con Zobop (primastic), l’opera site specific di Jim Lambie, accompagna i primi passi dentro la mostra della Galleria torinese. Poi, arriva il tuffo nella potente magia del colore che ripercorre stili, nomi, correnti, variando dal volume settecentesco su cui Isaan Newton si occupava per la prima volta dello studio del colore come onda elettromagnetica, agli acquarelli originali di Goethe, autore della teoria dei colori ottocentesca.

C’è il futurismo di Balla e Russolo, e dalle avanguardie storiche si passa a quelle moderne, inclusi filmati di cinema psichedelico. Irresistibili per cultori dell’arte contemporanea e per tutti, le tre camere Chromosaturation di Carlos Cruz-Diez, dove entrare con gli appositi proteggi-scarpe ed essere catapultati su pareti cangianti di colore intenso grazie a potenti neon. Ci sono Balla, Klee, ma c’è anche l’arte Hindu Tantra che, con la Teosofia, precedette l’arte astratta come la conosciamo noi attraverso gli autori studiati sui libri di storia dell’arte. Capolavori di un arco temporale ampio, lungo tre secoli, in arrivo da ogni parte del mondo, grazie alla proficua collaborazioni di tanti musei e istituti di cultura europei, da Parigi, a Londra, a Berna.

«Siamo riconoscenti al direttore Carolyn Christov-Bakargiev – ha detto il presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario – questa è una grande mostra non solo per i numeri ma per la qualità ottenuta grazie alla particolare sensibilità di chi l’ha ideata, capace di interpretare attraverso lo studio del colore l’evoluzione dell’espressione artistica. È una mostra che ci offre opportunità e nuovi stimoli: il colore può portare emozioni straordinarie, inteso nelle sue accezioni com’è in questo percorso, quella tecnica e quella emozionale».

La soddisfazione per la mostra è tangibile anche nelle parole di Daniela Formento, presidente del Castello di Rivoli: «la direttrice ha pensato e studiato la mostra, un percorso che ha dietro un pensiero e una filosofia specifica. È grazie a mostre così ricche, con piani di lettura diversi e la possibilità di riflettere e vedere le cose da una nuova prospettiva che siamo incentivati a collegare le avanguardie dell’arte contemporanea alle avanguardie della scienza. Qui si indagano infatti i colori e le diverse teorie che ne hanno costituito nel tempo il concetto, ma se i colori sono solo un prodotto della mente, è innegabile la loro fascinazione».

Aspetto talmente ovvio da passare in secondo piano, il colore è in parte un fenomeno ridotto ormai all’assunto scientifico e oggettivo per cui si tratta della reazione alle onde elettromagnetiche non assorbite dalle superfici. Questa mostra vuole esplorare anche l’altra faccia del colore, quella che sfugge alla comprensione oggettiva e sconfina della sinestesia, nella sensazione, nell’emozione. Se alla GAM è raccolta la parte più storica del percorso, con qualche esempio contemporaneo, a Rivoli si trovano invece capolavori europei come Manet e Munch, ma soprattutto arte africana, asiatica e americana dagli anni Sessanta a oggi.

Dietro alla collaborazione tra GAM e Castello di Rivoli c’è la fondazione CRT per l’arte contemporanea, che negli anni ha messo a disposizione dei due istituti collezioni rilevanti per tutto il territorio, dando la possibilità di essere fruiti dal pubblico in spazi di eccellenza dove non solo si fa cultura, ma prendono forma nuove progettualità e conoscenze. Alla mostra sui colori sono infatti legati anche numerosi percorsi educativi per le scuole e il pubblico, maggiori informazioni sono sul sito della Gam.

«L’alleanza tra GAM e Rivoli ha portato a risultati importanti – è il commento dell’assessora torinese alla cultura Leon – questa mostra parte da una ricerca, ma anche dalla creatività e dall’intuizione. Il tema del colore è interessante e, qui, viene narrato nei suoi diversi aspetti che lo rendono parte della nostra vita di tutti i giorni, delle nostre esperienze ed emozioni. Ma questa mostra è anche e soprattutto un progetto scientifico, a cui hanno collaborato molte personalità e istituzioni». Nel corso dell’esposizione, alla GAM saranno anche proposte esperienze di taglio più scientifico, come la prova di ricezione dei colori, che avverrà per la prima volta in Italia.

Se il compito delle istituzioni culturali è di produrre contenuti, offrendo al pubblico nuovi punti di vista originali, questa mostra ha colpito nel segno, come ha sottolineato l’assessore alla cultura della regione Piemonte, Antonella Parigi, che è tornata a lodare il dialogo positivo tra GAM e Rivoli, annunciando la presenza di una navetta che ogni weekend collegherà il centro città al Castello.

«Vorremmo riportare nel cuore di Torino un museo che parla a livello internazionale, ma che deve soprattutto rivolgersi ai cittadini torinesi, il Castello di Rivoli è un patrimonio della città intera». Per questo motivo, è stato anche previsto uno sconto sul biglietto a chi presenterà il ticket di ingresso alla GAM a Rivoli e viceversa.

La mostra sarà visitabile fino al 23 luglio nella sua doppia sede. La GAM sarà aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, il Castello di Rivoli dal martedì al giovedì dalle 10 alle 17, dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 19, con aperture della sola Manica Lunga il venerdì.

Alessandra Chiappori

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